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Comitato Palio San Pietro
La rievocazione storica trae fondamento da un'ordinanza dell'antico Statuto Comunale. Sembra infatti
che il 29 giugno di ogni anno, festa dei Ss Pietro e Paolo, il popolo,
con in testa le autorità cittadine, si recasse presso la chiesa di San
Pietro (oggi di San Francesco), per offrire solennemente al principe
degli apostoli un cero di sei libbre e un palio in seta del valore di
cento soldi. Nell'occasione, la comunità francescana riceveva
un'elemosina in denaro per l'acquisto di tuniche ed altri indumenti.
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Chiunque si trovasse all'interno del
castello , era tenuto a festeggiare con musiche e danze: in tal
proposito, si faceva divieto ad ogni giocoliere o suonatore di zuflo,
flauto e tamburo, di assentarsi dall'allora Monte San Pietro degli
Agli e contribuire anzi con la propria presenza ad allietare le strade e
le piazze del borgo. In aggiunta era vietata qualsiasi attività
lavorativa.
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Una serie di attente ricerche storiche ha portato
alla ricostruzione della tipica atmosfera tardo medievale, con
locande, mercati, botteghe artigiane, musici e sbandieratori.
L'odierna rappresentazione prevede inoltre
la contesa di un Palio tra le contrade cittadine: San Pietro, Santa
Maria e San Lorenzo. L'evento si conclude con "l'incendio" della Torre
Civica, suggestiva scenografia con spettacolo pirotecnico ove si rievocano i
fatti di sangue, che all'epoca caratterizzavano i rapporti con la
vicina Fermo.
Dal 2005 viene organizzato anche il
"Paliotto", vivace rassegna di giochi per i più piccoli.
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